Secondo l’indagine del social network professionale, per la metà dei lavoratori la flessibilità è una priorità superiore a cultura aziendale o stipendio

Il segnale è chiaro ed è anticipatore del ciclo che caratterizza l’economia post lockdown. I settori caratterizzati dal maggior numero di offerte di lavoro a inizio 2021 sono quelli della pubblica sicurezza, seguito dal design e da wellness & fitness. Quest’ultimo, in particolare, registra una rilevante effervescenza. Nella top ten dei settori che più degli altri registrano ricerche di personale ci sono conferme e sorprese.

Caccia agli ingegneri del digitale

È quanto emerge dall’indagine realizzata da LinkedIn che ha analizzato i dati sulle offerte di lavoro nei mesi compresi tra febbraio e marzo 2021. Obiettivo: determinare da una parte i settori che registrano la maggiore richiesta di personale e dall’altra i ruoli professionali più richiesti in Italia, in base alla crescita del volume di mese in mese. L’analisi ha escluso i lavori provenienti dall’ambito delle agenzie di ricerca del personale. I ruoli più ricercati nel nostro Paese – e questa è una conferma di un trend esploso grazia al lavoro a distanza – sono gli sviluppatori e gli ingegneri del software e tutto il settore dell’IT services, seguita dai corporate services.

Seguono le costruzioni – e questa è in parte una sorpresa -, il legale e il manufacturing i quali, nonostante i rallentamenti e gli stop subiti nel recente periodo, dall’inizio del 2021 risultano in crescita rilevante. Al decimo posto invece hardware & networking. Nella sua indagine LinkedIn ha analizzato anche i ruoli professionali dal tasso di crescita più elevato: in testa gli addetti al back office, seguiti dai javascript developer e dagli addetti al settore vendite, seguiti da architetti, mechanical designer e account manager generici. Davanti agli agenti immobiliari, troviamo altre figure digital in particolare ingegneri software, web e full stack engineer, seguiti dai system engineer e sviluppatori back end.

Flessibilità e worklife balance

LinkedIn ha inoltre affidato a Censuswide la realizzazione della ricerca Workforce Confidence Index, che evidenzia il profondo cambiamento dell’approccio degli italiani al lavoro nell’era post-Covid: quasi il 50% dei lavoratori considera la flessibilità la priorità assoluta di questa ripartenza, sia in termini di orario che per quanto riguarda il dove svolgere il proprio lavoro. Al secondo posto, con il 36% delle preferenze (era possibile fornire più di una preferenza) il cosiddetto worklife balance, ovvero l’equilibrio tra la vita lavorativa e la sfera personale, tema strettamente connesso al primo.

In calo cultura aziendale e stipendio

Al terzo posto la possibilità di sviluppare relazioni professionali in grado di offrire un reale valore aggiunto ( 36%), mentre il 28% degli intervistati punta ad acquisire competenze riutilizzabili in altri contesti lavorativi. Solo al quinto posto la cultura aziendale (26%) e al sesto l’impatto sociale (24%). A sorpresa, solo in coda in termini di priorità, i professionisti italiani (22%) considerano il salario.

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