Se la mamma fosse un lavoro, che lavoro sarebbe?

E soprattutto quanto guadagnerebbe?

Se l’è chiesto qualche anno fa Melinda Gates che di figli ne ha tre e che dopo la nascita della primogenita lasciò Microsoft per dedicarsi a tempo pieno alla famiglia. Conti alla mano, la quasi ex moglie di Bill Gates dichiarò: “Sa la mamma fosse un lavoro, ovvero se tutte le donne che si occupano dei lavori domestici e dei familiari costituissero una nazione, la loro sarebbe la quarta economia più importante del mondo”.

Un esercito di mogli e mamme che, se incoraggiate a coltivare una carriera e impiegate in settori strategici del mondo del lavoro anziché nella cura della casa, potrebbero risollevare l’economia di un Paese. Perlomeno quello italiano, il cui Pil, secondo la Banca d’Italia, si avvantaggerebbe di sette punti percentuali se le donne lavorassero di più. Uno spreco di potenziale femminile dal valore enorme, che non solo non viene retribuito, ma che non viene nemmeno riconosciuto da fidanzati, mariti, figli.

Se le donne venissero pagate per il lavoro domestico che svolgono, potrebbero vantare un’autonomia economica da fare invidia a un manager o a un primario. Secondo una ricerca di ProntoPro, portale che mette in contato domanda e offerta di servizi professionali, per tutti i servizi che svolge in famiglia una mamma dovrebbe essere pagata 6.480 euro al mese. Uno stipendio medio che il portale ha calcolato sulla base di tutte le attività svolte e le relative paghe orarie riconosciute a chi esercita gli stessi mestieri come lavoratore professionista.

Non ci credete?

Proviamo a fare due calcoli tenendo a mente la giornata tipo della mamma italiana. Dal momento in cui si svegliano le mamme sanno che dovranno correre più veloce dell’orologio per portare i figli a scuola, andarli a riprendere, e accompagnare a tutti quegli appuntamenti ludici o sportivi che coinvolgono i bambini fin da piccolissimi: dal calcio, al basket, dal nuoto alla danza, fino ai corsi di ginnastica artistica, pianoforte, canto, e annesse recite scolastiche. Un servizio che, se fosse remunerato, prevederebbe un compenso di circa 19 euro all’ora per cinque ore a settimana.

E che dire poi del lavoro in cucina che tutte le mamme svolgono come chef a domicilio per figli, mariti, fratelli, ma anche genitori anziani e annessi amici di famiglia? Per queste attività dietro ai fornelli, che impiegano circa 16 ore a settimana in una famiglia con due bambini, la retribuzione media è di 55 euro all’ora. Una cifra che da sola assicurerebbe alla mamma in questione uno stipendio di 3.520 euro al mese.

Se i genitori hanno sempre aiutato i figli a fare i compiti, la Dad ha letteralmente sbilanciato i carichi di responsabilità per cui le mamme sono diventate insegnanti di ripetizioni a tempo pieno, con un servizio di tutoraggio che non conosce limiti di orario e che richiederebbe un investimento di 20 euro all’ora.

Tra un esercizio di matematica e una lezione sui verbi irregolari i bimbi si devono anche divertire però, ecco allora che le mamme si trasformano in vere e proprie animatrici, che devono improvvisare giochi e attività per tenere impegnati i bambini. Un professionista del settore percepisce di solito un compenso orario di 50 euro.

Esistono poi tutti quei momenti di intimità in cui le mamme ascoltano i propri figli e donano preziosi consigli per risolvere piccoli e grandi problemi di ogni età: dal litigio con la compagna di banco ai problemi di cuore con il fidanzato. Il loro ascolto è prezioso, ma lo diamo spesso per scontato. Eppure per due ore di psicoterapia a settimana dovremmo spendere 110 euro!

E infine il lavoro di colf: raccattare giocattoli sparsi per casa, fare il bucato, stirare, lavare i pavimenti e aspirare i divani sono tutte attività faticose che impegnano circa 7 ore settimanali e che a un’addetta delle pulizie darebbero diritto a un compenso di 15 euro all’ora.

Totale? 6.480 euro al mese per 44 ore a settimana. Chi paga?

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