Nel 2021 in Italia una mamma su due lascia il lavoro per la cura dei figli. Il dato emerge dall’analisi di Uecoop sui dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro in occasione della Festa della mamma. Oltre 20mila donne si sono licenziate in un anno

Oltre una mamma su due (53,3%) lascia il lavoro e lo fa perché non riesce a conciliare con il proprio lavoro la cura dei figli, il tempo fuori casa e gli orari di scuole e asili nido. E’ quanto emerge dall’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro in occasione della Festa della mamma.

Le motivazioni principali che hanno spinto oltre 20mila donne in un anno a lasciare il lavoro secondo l’ultimo rapporto Inl sono:

  • la spesa per nido e babysitter,
  • la carenza di posti negli asili,
  • la cerchia di parenti che si restringe,
  • l’incompatibilità degli orari e dei ritmi di lavoro con la cura della prole

La pandemia, i ritmi della vita moderna e alla precarietà di molte professioni, stanno mettendo a dura prova la capacità di resistenza delle famiglie che hanno anche il problema di trovare e pagare un posto alla scuola materna per i figli.

Per rispondere a questa domanda di assistenza oltre ai servizi tradizionali pubblici e privati, stanno crescendo offerte alternative come gli asili nelle aziende per i figli dei dipendenti o i mini nido con ‘tate’, le cosiddette ‘tagesmutter’. Le tagesmutter seguono piccoli gruppi di bambini in grandi appartamenti attrezzati diffusi, soprattutto, nelle grandi città e a livello regionale in Trentino Alto Adige. In questo scenario sempre più spesso il welfare privato integra quello pubblico grazie ad accordi aziendali. Nei primi 4 posti dei servizi più richiesti ci sono proprio quelli che riguardano la scuola e l’istruzione dei figli (79%), la salute (78%), l’assistenza (78%) e la previdenza (77%).

Tutti servizi che sono spesso realizzati grazie a cooperative in grado di offrire personale già formato e locali adatti. Ma è urgente potenziare l’offerta per arrivare a un servizio alle famiglie che copra, come nella media europea, almeno il 33% dei bambini fino ai tre anni di età. 

About the author : OpusJob

Leave A Comment