Settimana corta: l’azienda milanese in cui si lavora un giorno in meno ma si viene pagati uguale

La diffusione della settimana corta diventa realtà! William Griffini è il Ceo di Carter & Benson, società di consulenza strategica e ricerca di top manager. Griffini ha deciso di accorciare la settimana lavorativa dei suoi dipendenti, ma garantendo invariato il loro stipendio.

Nel leggere questo articolo, il primo pensiero va alla sostenibilità e replicabilità di una modalità di lavoro che purtroppo ancora oggi rimane minoritaria. Oggi la cultura predominante nel mondo del lavoro è quella legata alla mentalità padronale, dove il controllo del tempo dei propri dipendenti è centrale e irrinunciabile.

Questa logica è stata introiettata anche nei lavoratori che per provare il proprio impegno, spesso, rimangono in ufficio ben oltre il proprio orario e in alcuni casi anche senza un reale bisogno. La speranza è che la pandemia e le nuove modalità di lavoro ibrido, in parte a distanza e in parte in presenza, possano cambiare questo modo di pensare e facilitare la diffusione della settimana corta. Ecco cosa ci ha affermato Griffini sui benefici della settimana corta e sulla possibilità che un giorno possa diventare la consuetudine.

“L’idea di ridurre la settimana nella nostra azienda – indica il Ceo – nasce da una riflessione su come far star bene le persone che lavorano per me. La convinzione è che il loro lavoro deve essere qualitativo e basato su relazioni di fiducia e non sul controllo. Volevamo dare un benefit che fosse qualcosa di più di due ore di sport, di un coffee break o di un buono pasto. Avere maggior tempo a disposizione rende sicuramente più motivate le persone e rende la nostra squadra più stabile. Ma alla base di questa scelta c’è la convinzione che tutti possiamo vivere meglio con un maggior equilibrio tra vita privata e lavoro“.

https://www.milanotoday.it/economia/lavorare-quattro-giorni-stesso-stipendio.html

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