Poggio: «Cartellino da timbrare addio, così cancello l’orario di lavoro»

La ceo di Bayer Italia promuove l’ufficio senza controlli: «D’ora in poi conta solo il risultato»

 

Cari colletti bianchi, l’orario di lavoro ha i minuti contati. È arrivato il tempo di dire addio al cartellino da timbrare, dimenticare badge e ritmi della vita scandita dal «9 to 6», e relegare all’album dei ricordi l’ufficio inteso come schiene chine sulla scrivania. Perché da domani il luogo, il tempo e le modalità del lavoro saranno a discrezione dai collaboratori. L’unico vincolo? Il risultato. Definito in accordo con i responsabili di settore. Non ci troviamo in una comune sessantottina che teorizza il «liberi tutti» promuovendo organizzazioni fluide e orizzontali. Ma siamo in Bayer Italia, la multinazionale della farmaceutica e dell’agricoltura sostenibile che nel nostro Paese impiega circa 1700 persone, di cui 550 personale di sede. La rivoluzione del lavoro «liquido» comincia in primavera, il primo aprile, e durerà almeno un anno, su impulso dell’amministratore delegato Monica Poggio, top manager piemontese, nata ad Alessandria nel 1965.

«La nostra casa madre in Germania ci ha chiesto di atterrare nel nuovo mondo, nel “Next Normal”, per mettere in pratica tutti quei processi, dallo smart working ai processi organizzativi digitali, già presenti in azienda ma che la pandemia ne ha accelerato la diffusione», spiega la Ceo di Bayer Italia. La scorsa settimana Monica Poggio e la responsabile della gestione e delle relazioni sindacali Maria Luisa Sartore hanno firmato un accordo con i sindacati per definire i contorni dell’alternanza «senza limiti» tra lavoro in presenza e in remoto, con l’obiettivo di superare la cultura «novecentesca» del controllo sul lavoro. «Vogliamo promuovere una cultura della responsabilità e della fiducia. A me non piace il termine produttività se applicata alle persone; eppure sono convinta che conciliando vita privata e lavoro, dando fiducia e responsabilità ai collaboratori, sarà più semplice raggiungere i risultati che ci siamo prefissati».

Per Bayer il cambio di rotta non riguarda solo i processi organizzativi interni. Il Next Normal è qualcosa che permea tutta l’azienda. «Il 20% del nostro fatturato in Italia proviene dall’agricoltura. Nel mondo dei campi promuoviamo una cultura diversa: linee di prodotti anche biologici e digitalizzazione dei processi. L’economia e la società stanno cambiando. E noi per primi dobbiamo dare il buon esempio». I due cardini della «nuova normalità» sono Flessibilità e Sostenibilità. «Intendiamoci: la settimana lavorativa resta di 40 ore. Ma non diciamo ai collaboratori come e dove svolgere le loro mansioni. L’ufficio rimarrà, per fare brainstorming e la gestione di alcune riunioni. E anche per permettere a chi lo vorrà di lavorare in presenza. Ma ogni scelta sarà condivisa tra il dipendente ed il proprio responsabile delegata agli addetti».

Ai leader aziendali, «dei nostri quadri il 50% sono donne» tiene a sottolineare Poggio, che ha contribuito a far nascere in Italia Valore D (l’associazione delle grandi imprese che promuovono la leadership femminile) spetterà il monitoraggio dei risultati e agevolare il loro raggiungimento. E qui torna alla ribalta la questione della leadership, accompagnata dalla formazione. Temi cari a Monica Poggio, il cui percorso manageriale proviene dalle risorse umane, prima di indossare il badge Bayer (nel 2012) ha lavorato in General Electric, Finmeccanica e Unicredit. E oggi è anche presidente della Fondazione Its Lombardia Meccatronica. «Abbiamo fissato alcune regole: ad esempio che le riunioni da remoto si svolgano in orari compatibili con la vita familiari. Il diritto alla disconnessione. E che il lavoro si svolga in un luogo sicuro ed idoneo, non necessariamente la residenza. Ma per far girare tutto serve una buona leadership e formazione costante». Ai leader è richiesto di mantenere rapporto saldo con i collaboratori utilizzando gli strumenti digitali a disposizione.

«Il Next normal — continua Monica Poggio — ci porta a vivere l’ambiente lavorativo in modo ibrido, sia fisico che digitale. Non dobbiamo rinunciare al team building, dobbiamo solo farlo in modo diverso». E per cambiare rotta davvero bisogna cambiare volto anche all’agricoltura. Per farlo Bayer Italia ha in campo nuovi progetti tra cui la imminente nascita di un Innovation Hub dove sperimentare e applicare le nuove tecnologie per puntare sempre di più a una agricoltura green.

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