Lavoro, svolta formazione per un’azienda su due: via al «reskilling» dei dipendenti

In Italia quasi la metà (47%) delle aziende nel 2020 ha intensificato gli sforzi per la cura e il benessere delle proprie persone durante le fasi di lockdown, oltre a fornire supporto assistenziale e coperture sociosanitarie. Un dato più alto rispetto agli altri Paesi europei, come la Francia (10%) o la Germania (15%)

La pandemia di Covid-19, le conseguenze di un’economia volatile e, in alcuni Paesi, l’instabilità politica ed economica hanno accelerato i cambiamenti nelle modalità di investire sulla forza lavoro delle aziende a livello globale.
Secondo lo studio Global Talent Trends 2021 di Mercer (condotto su oltre 7.300 senior executive, direttori del personale e dipendenti di 44 Paesi), i responsabili delle risorse umane hanno ampliato gli orizzonti per andare oltre le metriche classiche di valutazione, come per esempio il rendimento per l’azionista, ponendo al centro il benessere sociale e dell’individuo.

La responsabilità collettiva è una priorità

In Italia quasi la metà (47%) delle aziende nel 2020 ha intensificato gli sforzi per la cura e il benessere delle proprie persone durante le fasi di lockdown, oltre a fornire supporto assistenziale e coperture sociosanitarie. Un dato decisamente più alto rispetto agli altri Paesi europei, come la Francia (10%) o la Germania (15%).
Il 64% dei responsabili Hr italiani dichiara che la propria società ha incluso le metriche Esg negli obiettivi delle figure decisionali . Eppure la più grande opportunità offerta dall’emergenza, cioè ripensare gli investimenti orientandoli verso la sostenibilità, come per esempio i portafogli pensionistici, è un approccio che appena il 5% delle società italiane sta prendendo in considerazione e solo il 10% delle società del nostro Paese sta adottando Dei analytics (Diversity, Equity, Inclusion) per l’analisi dei bisogni specifici del proprio personale con l’obiettivo di promuovere un ambiente più inclusivo.

«Le aziende etiche mirano ad obiettivi sostenibili – commenta Marco Morelli, amministratore delegato Mercer Italia – che confluiscono in un approccio multi-stakeholder. Legare gli obiettivi Esg (ambiente, sociale e governance), alla proposta di valore centrale dell’azienda e integrare queste metriche nelle scorecard dei decisori, sono solo due degli approcci che secondo noi dovranno perseguire le società nel 2021 se vogliono essere vincenti».

Mappare le competenze, sostenere la diversità e la flessibilità in tutte le sue forme

Al momento – secondo lo studio di Mercer – i responsabili del personale italiani hanno bene in mente la necessità di mappare le competenze e avviare progetti di reskilling e upskilling che saranno fondamentali nel momento in cui i vincoli emergenziali saranno cessati. Infatti, il 48% dichiara prioritario e urgente questo tipo di azioni.
Alla luce del lavoro in remoto e vista l’esigenza di adeguare rapidamente le competenze nel 2020, i piani di trasformazione per il 2021 in Italia – in base alle rilevazioni di Mercer -sono incentrati sulla reinvenzione del concetto di flessibilità in tutte le sue sfaccettature (39%), la promozione dei talenti e la “formazione continua” (58%) e lo sviluppo di un sistema di mappatura delle competenze (32%). In più oltre la metà (58%) delle società italiane ha dichiarato di avere intrapreso strategie di analisi dei dati (analytics) volte al miglioramento dell’equità retributiva quest’anno.

«Se la trasformazione digitale portava a una accelerazione dei processi di conversione tecnologica ed un alleggerimento delle gerarchie e dei layer organizzativi – conclude Morelli – , la pandemia ha innescato una irreversibile consapevolezza di maggiore vicinanza alle persone. Si apre una nuova stagione delle funzioni hr in cui avremo fallimenti già preannunciati ma altresì una profonda rivoluzione “gentile” a favore della persona in cui gli imperativi saranno empatia, trasparenza, ascolto e sostenibilità socio-organizzativa. Un’azienda empatica e capace di trarre vantaggio dalla ricchezza e dalla molteplicità di idee e prospettive potrà fare del 2021 un anno di ripresa produttiva e di reinvenzione».

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